Roberto Zanna

tutta un'altra storia

   mar 15

Rassegna Stampa

inizia la rassegna stampa, ecco il primo articolo:


   mar 13

Caro Zanna

CARO ROBI : BUONA CANDIDATURA
Oggi, 13 marzo, alle 2.23
Caro Roberto

Ti scrivo una lettera che sostituirà il mio intervento, vorrei essere li’ , ma questa è stata una settimana molto difficile.

Ti scrivo perchè tra noi non ho mai ben capito chi sia Sancho Panza e chi Don Chichotte, so solo che abbiamo iniziato molte battaglie, a volte visionari di pericolosi mostri ( che poi si son dimostrati reali) , a volte soli nel percorrere strade che poi si son dimostrate quelle giuste.

Sono passati molti anni ormai dal Post G8 e molti dei sogni che abbiamo cercato di realizzare allora si sono infranti contro il realismo della “POLITICA ISTITUZIONALE” e si sono sbrindellati nel frammentarsi dei movimenti , all’epoca io professavo che tanti piccoli Lillipuziani potessero imbrigliare il Gigante, quel gigante che poggiava le sue gambe sulla speculazione, le multinazionali, la guerra il neoliberismo.
Eravamo portatori di un’idea che dal costruire comunità avvenisse il cambiamento, tutte due pescando in esperienze lontane (Chapas tu e Brasile io) e poi facendone suonare l’eco nel nostro vivere quotidiano.
Tutte e due eravamo coscienti che solo nel rispetto dei diritti del lavoro e sociali e dell’ambiente, potevamo costruire un mondo più giusto e equo.
Sapevamo e ce lo dicevamo le stesse comunità che visitavamo, che un ‘idea di economia globale si dovesse fondare su una politica locale, su un ascolto delle comunità, su una globalizzazione dei diritti.
Che oltre la solidarietà su progetti, ci dovesse essere una solidarietà politica, insomma che un diritto negato a un operaio di tappeti, di palloni o a un bracciante diventasse inevitabilmente un diritto negato all’operaio di mirafiori, al contadino dell’astigiano.
Dai nostri comportamenti personali (consumi, risparmi) e da una riforma della politica (partecipazione, moralità) crediamo possa dipendere un vero cambiamento.
Inutile negare che i movimenti hanno profetizzato l’attuale crisi economica, il disastro esistenziale del precariato, l’alienazione di uno sviluppo basato su grandi infrastrutture e capitale finanziario.
Abbiamo cercato di costruire reti e abbiamo animato per anni i movimenti ambientali, pacifisti e sociali astigiani, abbiamo tenuto in vita per anni l’idea che solo da un laboratorio complessivo su questi temi potesse esserci una vera riforma della politica, l’esperienza politica del Social Forum, l’unico laboratorio trasversale che ci sia stato in questa città.
Io e te abbiamo negli occhi le sofferenze che lo sviluppo crea, io ad esempio che ho lottato per anni per le cause di tutti e tutte, mi trovo invischiato in un precariato senza fine.
Abbiamo avuto in passato la capacità di risorgere, di restare soli, traditi dagli stessi partiti che condividevano le nostre finalità, ma non abbiamo mai smesso di difendere un idea un sogno, l’idea che uniti si vince, che si puo’ costruire partecipazione e lotta senza settarismi.
Come direbbe Capanna o citerebbe Don Gallo : Su’ la testa!
Si perchè c’è molto da fare caro Zanna, anche dopo le elezioni regionali.
Questa città, il nostro punto di osservazione, sta piano a piano collassando:
sono tantissime le fabbriche in crisi e gli operai in cassa, ccresce il numero dei disoccupati e il precriato, il lavoro fugge ed è fuggito all’estero, solo una solidarietà sui diritti a livello internazionale poteva frenare questo fenomeno
sempre più forte è il partito del cemento, che ha buoni alleati in tutte le coalizioni e sempre piu’ debole il diritto per la casa
la nostra città da sempre al centro della mobilità ha una amministrazione che sogna strade come la TSO, e ha perso “il treno” della mobilità sui binari
abbiamo assistito a un declino dei servizi sociali e un lento deteriorarsi delle proposte educative
la politica in città ha sempre le stesse facce e spesso difende gli interessi degli stessi
assistiamo a un gioco pericoloso sulla parola “sicurezza” che coinvolge nostri fratelli e che nasconde il vero problema, il diritto al salario e alle sicurezze sociali
i partiti principali Pdl e Pd cercano di avanzare “col mitra del progresso ” come direbbe gaber
In uesti giorni assistiamo a un altro colpo di coda di un governo autoritario
Sono solo alcuni punti ma se li analizzi, vedi che la risposta è e può essere solo quella che già intravvedevamo anni fa, la costruzione di reti, comunità che abbiano gli anticorpi giusti alla illegalità, alla bruttezza, allo sfruttamento.
Mancano poco più di due anni , ma la nostra città è fatta di molte persone che fanno cultura, che lottano, che realizzano praticamente forme di economia alternativa.
Dobbiamo, non perchè è possibile, ma perchè è necessario lottare e dialogare, costruire dal basso un nuovo modo di fare politica e darci una rappresentanza, a termine, una rappresentanza a cui non sia delegato nulla, ma che amministri o faccia opposizione al fianco dei cittadini.
Oggi potrei essere stato li al tuo posto, per uno dei partiti a noi più vicini, invece sto ancora nei movimenti, non lo dico con rammarico, ma realmente avevo in mente un percorso che ci unisse tutti, non in un progetto per le elezioni, ma in un percorso che dia speranza e credibilità alle proposte (numerose) che abbiamo costruito insieme ai cittadini da anni, un percorso che si fondasse sulle realtà più vive ad Asti.
Caro Roberto, caro zanna, inutile dire che mi trovo diviso, da una parte Paola Barassi , dall’altra te: due persone che stimo molto e che hanno condiviso la lotta contro la tangenziale sud Ovest.
Ti auguro una splendida campagna elettorale e ti stimo per l’enorme coraggio, come sempre di provare anche a iniziare a camminare da solo….so che troverai molti compagni di viaggio.
Ho detto che non avrei fatto dichiarazioni di voto, non lo farò, io credo che però le persone che vogliono un rinnovamento politico, dovrebbero provare a seguirti in questi pochi giorni e sostenerti, credo che non li deluderai.
Tu mi hai insegnato che “bisogna saper aspettare”….parafrasando un film a noi caro, Mediterraneo, che si conclude con una frase amara sulla democrazia, più che mai attuale in questi giorni.
Io credo che ci stai insegnando ad osare, credo che gli Astigiani dovrebbero pensare che a osare una volta tanto potrebbero essere loro, in passato questa città lo ha fatto, la Resistenza è un esempio, oggi più che mai attuale contro chi vuole trasformare questa città e questa regione il suo paesaggio, la sua storia la sua capacità di accogliere.
Caro Zanna buon cammino, portati accanto un po’ di utopia, ti servirà a camminare, nel cammino ci incontreremo, e soprattutto dopo le elezioni per costruire una comunità viva che risorga nel 2012.
Un tuo instancabile compagno di strada

MARIO MALANDRONE


   mar 09

13 marzo – Asti: ci presentiamo

"Ormai è venuta l'ora di smettere di essere testimoni delle nostre
disgrazie" (Edoardo Galeano)


   ott 09

al voto! al voto!